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Trofiette di Recco – Un po’ di storia e la ricetta per farle a casa

Sai che la parola “trofie” in genovese significa “gnocchi”?

Proprio così! Il delizioso formato di pasta fatto con farina e patate conosciuto in tutto il mondo viene indicato in dialetto genovese con il termine “trofie”.

La pasta a forma di ricciolo allungato che invece conosciamo tutti e che tradizionalmente si condisce con il Pesto è la “trofietta”.

Nate nella Riviera di Levante probabilmente ai tempi delle crociate, le trofiette erano la versione povera degli gnocchi, fatte di sola acqua e farina.

La forma è affusolata e forma un ricciolo. Sembra che il nome derivi dal termine ligure “strufuggià”, ovvero strofinare, che è il movimento manuale che viene fatto per dare questa forma. Non è facilissimo “strufuggià” per chi non è esperto, ma con la pratica si può imparare.

Ci sono tre diverse tipologie di trofiette: classiche, “avvantaggiate” o “bastarde” e si differenziano per l’impasto. Le classiche di Recco sono fatte con farina di grano duro macinata con la semola, mentre la versione “avvantaggiata” è fatta con farina bianca tagliata con farina integrale. In ultimo c’è la variante “bastarda”, nata in tempi di guerra, quando i nostri contadini essiccavano le castagne per ottenere la farina, che utilizzavano al posto di quella di grano.

Le trofiette, fino alla metà del secolo scorso erano poco conosciute. Erano tipiche del Golfo Paradiso e venivano prodotte e consumate solo nei borghi marinari di Recco, Sori e Camogli. È negli anni 60 che escono dai confini del Golfo Paradiso e arrivano a Genova, dove appunto il termine “trofie” o “troffie” era già ampiamente noto, indicando però il formato di pasta nato dalla lavorazione di farina e patate.

Volete provare a fare le “trofiette classiche di Recco”?

Ecco la ricetta di un vecchio libro stampato nel 1975 – “La vera cucina di Genova e della Liguria” edito da Guido Mondani Ediotre

Preparate l’impasto con ½ chilo di farina di grano duro o 3 etti e mezzo di farina normale con 2 etti di semolino fine con acqua bollente, che andrà versata al centro del monticello di farina (rimestate con un cucchiaio per evitare di bruciarvi). Quando l’impasto non brucerà, si potrà lavorarlo bene. Prendete quindi un piccolo quantitativo di pasta come un cece e stendetelo con il palmo della mano per allungarla e poi arricciate la pasta, rotolandola sul piano in senso obliquo. Dovete ottenere dei piccoli riccioli lunghi 3-4 centimetri, con bordi più sottili della parte centrale.

Buttate la pasta in abbondante acqua a bollore adeguatamente salata, aggiungendo due cucchiai di olio per evitare che le trofiette si attacchino tra loro.

Dopo uno o due bollori, scolate e condite con il nostro Pesto Fresco alla Genovese, acquistabile anche sul nostro ecommerce.

Buon appetito!

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