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Acqua Fiori di Arancio Amaro Valebona Imperia

Acqua di Fiori di Arancio Amaro, Presidio Slow Food

L’antica tradizione di distillare Acqua di Fiori d’Arancio amaro in Vallebona, nell’imperiese, è stata abbandonata negli anni 60 e dal 2004 ripresa, con la relativa coltivazione delle piante.
Oggi l’Acqua distillata di Fiori di Arancio amaro è Presidio Slow Food della Liguria. Conoscete la sua profumatissima storia?
Ve la raccontiamo sul blog di Pesto Fresco!

Dopo quasi mezzo secolo dalla chiusura,  nel 2004 un giovane erede della famiglia Guglielmi in Vallebona, in provincia di Imperia,  ha riaperto la storica distilleria riproponendo la sua Acqua di Fiori di Arancio amaro e altri oli ed essenze.
Ha ripreso così la coltivazione dell’arancio amaro, reimpiantando sui terreni le piante e riuscendo a crescerne in pochi anni oltre 150, da cui estrae l’acqua distillata, attualmente in quantitativi molto limitati.

Acqua di Fiori di Arancio amaro: le origini

L’arancio amaro tanti anni fa trovò  il suo clima ideale in provincia di Imperia, in Vallebona, una valle assolata e riparata.
L’economia della zona nel tempo si basò sulla sua coltivazione e la raccolta dei fiori da distillare.
L’acqua di fiori di arancio amaro, oggi Presidio Slow Food della Liguria,  era usata nella preparazione delle bugie, un dolce che nella zona  è tipico qui di tutte le feste dell’anno, ed era molto apprezzata per il suo effetto curativo.

Acqua di Fiori di Arancio amaro: la raccolta e la lavorazione

Il periodo di raccolta durava una ventina di giorni nel mese di maggio e contava prevalentemente sulla manodopera di donne  che arrivavano anche dalle vallate vicine e dalla costa.
Raccoglievano i fiori dell’arancio amaro appena aperti di primo mattino, disponendoli poi su teli di stoffa e portandoli a distillare prima che arrivasse il caldo.

Acqua di Fiori d’Arancio amaro: la crisi e la chiusura della distilleria storica

L’arte della distillazione fu messa in crisi dall’industria chimica, capace di ottenere aromi ed essenze artificiali a prezzi molto bassi. Dagli anni Cinquanta circa infatti, la tradizione  gradatamente si perse, poiché la raccolta dei fiori non era più remunerativa.
La distilleria storica fu pertanto costretta a chiudere e le piante di arancio, non più curati, furono decimate dalle gelate storiche del 69, 70 e 85.

La strada tortuosa che dal mare porta alla collina in Vallebona, un tempo era ricca di terrazzamenti coltivati ad aranceti, in particolare aranci amari, e oggi l’obiettivo del Presidio è far tornare quelle coltivazioni. Coinvolgendo i contadini del territorio auspicano di recuperare lo stupendo paesaggio agricolo di un tempo, dando nuova vita a una tradizione artigiana e a un prodotto che ha fatto la storia di questa valle.

 

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