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Cipolla Egiziana, prodotto raro e antico ligure

La Cipolla Egiziana

Patrimonio del nostro territorio ligure, la Cipolla Egiziana è un raro e antico ortaggio la cui coltivazione è limitata alle zone di Ventimiglia e della Valle della Nervia.
Scopritela nella nostra news!

Oggi, cari Amici di Pesto Fresco vi parliamo di un particolare prodotto ligure dal nome misteriosamente “egiziano”: la Cipolla Egiziana.
Si tratta di un prodotto tutelato dall’Arca del Gusto, appartenente alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

La cipolla egiziana, detta anche cipolla albero o cipolla che cammina, è un raro e antico ortaggio, coltivato prevalentemente in Liguria.
La sua coltivazione è limitata alle zone di Ventimiglia e della Valle della Nervia, dove alcune associazioni hanno promosso la coltivazione e lo scambio di bulbilli.

Non si conoscono con precisione le sue origini: il nome “egiziana” è molto misterioso.
Gli antichi Egizi adoravano le cipolle e credevano che la forma sferica e gli anelli concentrici simboleggiassero la vita eterna. Erano addirittura presenti anche nei sepolcri dei faraoni. Non si sa però con sicurezza se questa varietà derivi proprio dalla civiltà Egizia.

In particolare, la cipolla egiziana si adatta molto bene al clima ligure: piantata nel terreno, è capace di produrre ogni anno e per gli anni a venire numerose cipolle aeree, aumentando notevolmente la produzione.
Caratterizzata dalla maturazione di una corona di piccoli bulbilli al posto del tradizionale fiore, è facile da coltivare: interrando i bulbi raccolti dalla pianta madre in primavera, la pianta cresce senza troppe attenzioni e resistendo bene alle malattie.
La semina può avvenire anche in autunno: sopporta infatti senza difficoltà l’inverno. Se non viene raccolta, rivegeta nuovamente da sola. La cima della pianta, che può raggiungere anche 1,2 metri di altezza (di qui il nome cipolla albero), si piega lentamente sotto il peso della sua stessa testa fino a toccare il suolo, dove radica dando origine a nuove piante. Da qui, invece, il nome di cipolla che cammina.

Dalla pezzatura medio-grande e dalla buccia piuttosto coriacea, la cipolla si consuma come una qualsiasi altra varietà: nelle minestre, fritta o cruda in insalata, mentre i bulbilli si utilizzano come le tradizionali cipolline, soprattutto sotto aceto.

I prodotti tradizionali, le razze locali, i saperi raccolti nell’Arca del Gusto appartengono alle comunità che li hanno preservati nel tempo.
Sono stati rintracciati e descritti grazie all’impegno della rete che Slow Food ha sviluppato in tutto il mondo con l’obbiettivo di conservarli e diffonderne la conoscenza.

Credits
Fonte: Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus
Immagine: www.blog.giallozafferano.it

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